LA CONTINUITA’ DELLE CURE AFFETTIVE
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza dei tanti bisogni – economici, sociali, sanitari e affettivi – che affliggono una parte consistente della popolazione anziana che risiede nei quartieri della nostra città.
L’attenzione all’universo dell’anziano – come si è avuto modo di dichiarare e di dimostrare anche narrando la storia dell’AVO – fa parte del DNA dell’Associazione che, proprio all’Ospedale Geriatrico, ha istituito il suo primo Gruppo di volontari.• Per tutelare questi soggetti l’AVO, nel gennaio 2007, ha inoltrato al COGE (Comitato di Gestione del fondo speciale per il Volontariato) un progetto organico di intervento nel territorio che è stato approvato nel mese di giugno.
  Il progetto si rivolge alle persone anziane più fragili ovvero ai soggetti di età avanzata che vivono soli e che, una volta dimessi dall’Ospedale, non possono contare su una rete familiare o amicale di supporto.
  La finalità è di creare e formare adeguatamente un gruppo di persone, inserite nelle parrocchie, in grado di garantire all’anziano – già conosciuto dai volontari AVO durante la degenza – una continuità nella presa in carico affettiva e sociale, al suo rientro a casa.
 Il compito del volontario AVO è quello di stabilire, durante il periodo di degenza ospedaliera, un rapporto di fiducia e di confidenza con l’anziano, in modo da capire i suoi problemi e informarlo che, anche nella sua comunità parrocchiale, avrà la possibilità di ricevere il supporto di volontari.
 Nel caso in cui l’anziano sia consapevole di aver bisogno di aiuto e si dichiari disponibile ad essere contattato dai volontari della parrocchia, spetta al volontario AVO aiutarlo a compilare la scheda di autorizzazione. Le schede, completate in ogni loro parte, devono essere inoltrate ai Servizi di Accoglienza AVO presenti nelle Strutture Ospedaliere i quali si occuperanno di contattare le parrocchie e di comunicare il nominativo e l’indirizzo dell’anziano che ha richiesto la presenza del volontario.
I parrocchiani disposti ad attivarsi in questa azione di solidarietà sociale, fatta a titolo gratuito e volontario, hanno ricevuto una formazione.
Gli incontri, incentrati sull’analisi dei comportamenti relazionali più efficaci, sono stati tenuti dalla psicologa dell’AVO; i volontari continueranno ad essere seguiti con incontri periodici di supporto.
L’assoluta novità del progetto non sta tuttavia nella chiara individuazione dei portatori di interesse e neppure nel coinvolgimento delle comunità parrocchiali (che pure ha richiesto un lavoro di sensibilizzazione durato anni), consiste piuttosto nella rete straordinariamente ricca dei soggetti sociali disposti a collaborare.

 

  L’AVO è infatti riuscita a coinvolgere nella realizzazione:
il Comune di Padova,
l’Azienda Ospedaliera,
l’ULSS 16,
l’Istituto Oncologico Veneto,
la Consulta Diocesana della Salute,
la Caritas Diocesana di Padova,
l’Associazione Amici di S. Camillo,
la CEAV.